I magi

5 gennaio 2026

Matteo 2,1-12

Stranieri. Probabilmente provenienti dall’attuale Iran. Persiani, dunque. E sapienti. Scienziati, diremmo oggi. Astronomi e astrologi, persone abituate a scrutare e studiare le stelle per scoprirvi i destini degli uomini. Non hanno paura di viaggiare, i Magi. Un viaggio lungo e anche pericoloso quello che affrontano seguendo la stella che indicava la nascita del re dei Giudei. Sono uomini che cercano, che vogliono trovare. Uomini antichi che diventano immagine dei cercatori di Dio di ogni tempo. Un Dio che noi abbiamo trovato, ma che dobbiamo continuare a cercare per conoscerlo sempre di più. A volte, infatti, ci può capitare la tentazione di sentirci arrivati, di non approfondire più la nostra fede, come se potessimo vivere di rendita. Rischiamo di accontentarci di quello che sappiamo, pigri e presuntuosi, come se potessimo imprigionare Dio nell’ergastolo dei nostri limiti.

I Magi ci insegnano ad andare oltre. Oltre il tempo e lo spazio, oltre le nostre idee e i nostri punti di vista. Ci insegnano ad avere coraggio: il coraggio di pensare, di approfondire, di incontrare un Dio strano. Un Bambino: a cui regalare le cose più preziose. A cui regalare il nostro tempo, le nostre energie, la nostra vita. I Magi sono rappresentanti di quell’umanità a cui si indirizza il messaggio del Vangelo. Gesù è venuto per tutti, perché tutti abbiano la salvezza. Noi lo abbiamo incontrato, la salvezza è entrata nella nostra casa. Attraverso di noi Gesù deve entrare nelle case di tutto il mondo, a partire da quelle che sono accanto alla nostra.

don Roberto