All’inizio della Settimana Santa, la Chiesa ci chiama a unirci al grido osannante della folla
alle porte di Gerusalemme, che riconosce in Gesù il Figlio di Davide, il Benedetto che viene nel
nome del Signore, il re d’Israele.
È stata la stessa madre Chiesa – una comunità battesimale non solo perché si forma mediante il
Battesimo, ma anche e soprattutto perché vive quella dinamica di continua conversione che ha il suo
principio nel Battesimo – a prenderci per mano e a guidare il nostro cammino in questi 40 giorni,
aprendo spiragli nel nostro cuore affinché lo Spirito compisse ciò per cui è stato mandato: farne
cuori di carne, cuori di figli e fratelli, e non di pietra. Questo è già avvenuto in noi con il Battesimo,
solo dobbiamo ricordarcelo.
Ne vorrei ripercorrere le tappe.
-I Domenica: La Chiesa ci ha ricordato che il nostro battesimo è la risposta alla preghiera che
abbiamo innalzato al Padre la prima domenica di quaresima, chiedendo che “con la celebrazione di
questa Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione” noi potessi “crescere nella
conoscenza del mistero di Cristo” e “testimoniarlo con una degna condotta di vita” (cfr. Colletta I
domenica Tempo di Quaresima).
– II Domenica: Con Gesù siamo stati spinti nel deserto dallo Spirito per comprendere nuovamente
che “non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4b) per
salire il monte della Trasfigurazione e sentire rivolto proprio a noi quanto si è udito dalla nube:
“Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!” (Cf. Mc 9,7), il sacramento del parlare di Dio, qui,
ora, per noi. Con l’invito a nutrirci e ad ascoltare Gesù, il Figlio unigenito, la Parola definitiva del
Padre, il Verbo che da sempre è presso Dio, siamo stati condotti lungo un percorso battesimale
attraverso tre brani del Vangelo di Giovanni in cui Gesù promette l’acqua viva alla Samaritana,
dona la vista al Cieco nato e risuscita dalla tomba l’amico Lazzaro.
Mediante l’acqua, simbolo dello Spirito Santo, abbiamo ricevuto la luce e siamo rinati nella fede a
vita nuova ed eterna.
– III Domenica: Con il Vangelo della Samaritana la nostra attenzione è stata posta sull’acqua –
elemento che ritroveremo nella Liturgia dell’Acqua durante la Veglia di Pasqua – simbolo di vita e
fecondità, ma anche di prova purificante.
L’acqua nel battesimo è assunta come simbolo del dono gratuito della vita divina concessa senza
misura, dono di perdono, dono che ricrea la verità nell’umanità peccatrice.
Con l’acqua nel battesimo siamo stati immersi nell’esistenza stessa di Gesù, abbiamo ricevuto il
dono di essere figli di Dio e quello di poter edificare la Chiesa come comunità di salvezza, perché il
suo amore è stato effuso nei nostri cuori.
– IV Domenica: Con il vangelo del cieco nato, invece la nostra attenzione è stata posta sulla luce:
elemento che aprirà la solenne Veglia Pasquale con la Liturgia della Luce. Dopo la benedizione del
fuoco e del cero, ringrazieremo per tre volte Dio Padre per il dono di “Cristo luce del mondo”, che
come battezzati ci impegniamo di nuovo e sempre a trasmettere.
– V Domenica: Il racconto della risurrezione di Lazzaro, ha dato invece alla Chiesa modo di
ribadire che Cristo è la vita. É Cristo stesso che con insistenza dice: “Io sono la risurrezione e la
vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno”
(Gv 11,25-26). Nel Battesimo infatti, con l’acqua siamo stati immersi nella morte e risurrezione di
Gesù, iniziati alla vita di figli grazie al dono dello Spirito Santo che è disceso ed è rimasto su di noi.
– Domenica delle Palme: Attraverso la lettura del Passio abbiamo guardato alla croce. In forza di
quella croce il giorno del Battesimo siamo stati accolti con gioia nella e dalla Comunità cristiana
venendo segnati proprio con il segno della croce, il sigillo di Cristo.
La preghiera che di nuovo innalziamo è di poter seguire la via che Cristo ha seguito, quella del
chicco di grano, una via stretta, ma che non deve spaventare, perché “Nessuno ha un amore più
grande di questo: dare la sua vita per i propri amici” (Gv 15,13). Se Gesù lo ha fatto per noi, anche
noi possiamo vivere con la stessa logica del dono.
Monache Benedettine SS. Salvatore Grandate
