Un padre e una figlia

13 aprile 2026

Luca 8, 40-42.49-56

Che cosa c’è di più terribile, per un genitore, di vedere la morte del proprio figlio? È quello che capita al capo della sinagoga, Giairo. Sua figlia sta male ed egli corre da Gesù, implorando di salvarla. Ma proprio mentre Gesù si dirige verso la casa di questo padre disperato arriva uno ad annunciare che la ragazzina dodicenne è morta: “Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro”. Il senso comune si arrende davanti alla morte (“a tutto c’è rimedio tranne che alla morte”, diciamo ancora oggi, dimenticandoci della Risurrezione). Ma concepisce anche come un “disturbo” nei confronti di Gesù la richiesta di Giairo. E invece bisogna avere il coraggio di disturbare il Signore, bisogna avere la forza di credere l’incredibile, con una totale fiducia in Lui. Davanti a questo annuncio terribile Gesù dice a Giairo parole che nel Vangelo di Luca ritornano spesso: “Non temere. Abbi fede”. E in mezzo allo scetticismo e alla derisione dei presenti, prende per mano la ragazzina, dicendole: “Fanciulla, alzati !”. E la fanciulla si alza. I genitori sono sbalorditi davanti al miracolo. Gesù vince la  morte, ma, soprattutto, ci invita a non avere paura. Quando Lui è con noi chi può farci del male? Spesso, tuttavia, la nostra fede è debole, la nostra fiducia in Dio un po’ scarsa. E allora ci facciamo prendere dall’ansia, dal timore, dal bisogno di avere tutto sotto controllo. Il Signore ci regala ogni giorno cose meravigliose. Gustiamole! E vediamo in esse la presenza di Colui che è degno della nostra fiducia.

don Roberto