4 maggio 2026
Luca 10,38-42
Le due sorelle di Lazzaro sono sempre state contrapposte da autori che vedevano in Marta la donna che si occupa delle faccende di casa e in Maria la donna che si dedica alle preghiere. Secondo questi commentatori Gesù elogia Maria perché Lo mette al centro dell’attenzione, mentre rimprovera Marta perché ritiene più importante preparare il pranzo. “Se Marta avesse fatto come Maria, quel giorno Gesù avrebbe saltato il pasto”, commentava saggiamente l’anziano sacrestano della chiesa di Sondrio. Gesù, però, dice a Marta qualcosa di cui bisogna tenere ben conto e che si capisce bene solo se si guarda al testo greco del Vangelo. La contrapposizione, infatti, nasce dal fatto che Marta fa le faccende perché ieri esse vede il proprio fine. Il lavoro per il lavoro, e non per Gesù. E allora queste faccende diventano una dispersione, un dispendio inutile di energie.
Quando non facciamo le cose per Gesù cadiamo nella trappola in cui cade Marta e in quella in cui è caduta Eva: non facciamo la volontà di Dio e questo comporta una profonda divisione con gli altri (Marta prova rancore verso sua sorella) e nei confronti di Dio stesso (Marta accusa Gesù di non preoccuparsi di lei). È il risultato che otteniamo tutte le volte in cui mettiamo da parte il Signore e fatichiamo per fare cose che ci allontanano da Lui. Arriviamo a sera stanchi morti e abbiamo perso il senso di tutto quello che abbiamo fatto nella giornata. Scegliere di stare con Gesù, dunque, non significa passare tutto il giorno a pregare, ma fare ogni cosa mettendo Lui al centro. Per Cristo, con Cristo e in Cristo. Sempre.
don Roberto
