Dieci lebbrosi

11 maggio 2026

Luca 17,11-19
Ancora una volta Gesù incontra i lebbrosi. E ,in essi, incontra l’emarginazione più estrema, unita al disprezzo. I lebbrosi sono quelli che noi oggi definiremmo “gli ultimi”. E Gesù offre un esempio anche a noi di come ci si fa prossimo. Ma in questo episodio all’evangelista non interessa tanto il miracolo operato da Gesù, che li guarisce tutti, quanto la reazione di questi uomini davanti alla grazia ricevuta. Uno solo, infatti, torna da Gesù per ringraziare.
E gli altri nove? Volatilizzati, di certo entusiasti per la guarigione. È facile per noi giudicarli male: un gruppo di ingrati, con il cuore chiuso davanti alle meraviglie di Dio. Ma siamo sicuri di non essere anche noi un po’ come loro? Quanti regali riceviamo ogni giorno dal Signore? Camminiamo, respiriamo, mangiamo, beviamo, parliamo, vediamo…e si potrebbe continuare all’infinito.
Ringraziamo Dio per tutto questo? Oppure ci accorgiamo dell’importanza e della bellezza di queste cose solo quando non le abbiamo più? Qualche volta anche noi siamo ingrati nei confronti del Signore. E non ci ricordiamo di ringraziarlo nella nostra preghiera quotidiana, che rischia di diventare solo una lunga serie di richieste. Sarebbe opportuno, dunque,  non dare nulla per scontato: quello che siamo e abbiamo è un dono grande di Dio.
don Roberto