Ancora un padre

20 aprile 2026

Luca 9,37-43

Ancora un padre messo alla prova dalla sofferenza del figlio,  un fanciullo indemoniato. “Uno spirito lo afferra e improvvisamente si mette a gridare, lo scuote, provocandogli bava alla bocca, se ne allontana a stento e lo lascia sfinito”. Questo papà si è rivolto ai discepoli di Gesù, che, però, non sono riusciti a guarire il ragazzo. È interessante notare la fiducia che le persone hanno anche nei discepoli. In noi ,discepoli di oggi. E quanto allora è grande la nostra responsabilità nel testimoniare l’amore di Dio. Certo, non siamo Gesù, non possiamo fare tutto quello che farebbe Lui, però possiamo almeno provarci. Le persone si aspettano da noi accoglienza, attenzione, compassione, proprio perché siamo e ci diciamo discepoli del Signore. E spesso le nostre debolezze e i nostri difetti fanno velo alla testimonianza e impediscono la fede degli altri. Gesù guarisce il fanciullo e lo consegna a suo padre. E “tutti restavano stupiti davanti alla grandezza di Dio”. Sarebbe bello avere dentro di noi questa capacità di stupirci davanti alle opere di Dio. E aiutare anche gli altri a vederle e ad apprezzarle. Le persone avrebbero più speranza e guarderebbero il mondo, con le sue vicende, con occhi diversi, capaci di cogliere il bene e l’amore, che sono molto più diffusi del male e dell’odio.

don Roberto