I pastori

29 dicembre 2025

Luca 2,1-20

Abbiamo in mente un’immagine un po’ sdolcinata, dei pastori. Fin dall’infanzia li mettiamo nel presepe adoranti, con gli agnellini sulle spalle, miti e umili di cuore. Non erano esattamente così i pastori dell’epoca di Gesù. Erano persone inaffidabili, dedite anche alle ruberie, selvatici che tendevano ad avere le stesse abitudini degli animali. Niente di poetico, dunque. Caso mai umanità derelitta, giudicata male dai benpensanti, lontanissima dall’ideale del buon pastore che, dal re Davide in poi, permeava la spiritualità di Israele.  A questi uomini gli Angeli vengono mandati.

A persone la cui testimonianza non era nemmeno accolta nei tribunali, tanto erano abituate a mentire, viene donato l’annuncio pieno di gioia e di speranza: “Oggi è nato per voi un Salvatore “.

Un Salvatore! Un Bambino uguale a tutti gli altri bambini, eppure così diverso. Un Bambino che giace in una mangiatoia, povero tra i poveri. Dio ha fiducia in questi poveri uomini che vegliano sul gregge. Dio non guarda all’opinione comune,  Dio è Colui che riscatta e guarisce. E allora fanno davvero tenerezza quegli omaccioni induriti dalla vita che si accostano al Bambino stupiti e rendono gloria a Dio. Già, perché questo è lo scopo della loro e della nostra vita: rendere gloria a Dio, lodarlo e ringraziarlo per le Sue meraviglie. Ed è una meraviglia stupenda, quel Bambino.

Anche uomini che affrontano le belve e i lunghi cammini e non hanno un posto fisso dove stare, anche loro sono importanti, preziosi e belli agli occhi di Dio. Anche loro ricevono un dono prezioso: un annuncio che è anzitutto un segno di fiducia, di stima. Dio ha fiducia in noi e ci stima, sa che possiamo dare tanto, sa che possiamo amare e portare pace. E allora ci chiede di fare questo, senza paura, con la gioia che viene dall’aver contemplato un Bambino.

don Roberto