La Samaritana

9 marzo 2026

Giovanni 4,1-42

Gesù attraversa il territorio dei Samaritani, popolo eretico e infido, secondo gli Ebrei. Potremmo definirla la prima missione all’estero per Gesù. Non c’erano buoni rapporti tra Ebrei e Samaritani. Un disprezzo reciproco rendeva tesi anche i normali incontri. E proprio un incontro normale è quello che permette il dialogo tra Gesù, fermo al pozzo in attesa che i suoi discepoli tornino con le provviste dopo essere andati a fate la spesa, e una donna samaritana che ,a mezzogiorno, arriva al pozzo per attingere acqua.

Una donna un po’ particolare, per la verità. Dalla vita sentimentale piuttosto agitata, visto che Gesù le accenna ai suoi cinque mariti e al fatto che l’uomo con cui si accompagna non è suo marito. Un figura quanto mai attuale, questa Samaritana! Eppure, dialogando con Gesù, la donna scopre orizzonti nuovi. Si rende conto di avere di fronte un uomo diverso dagli altri, un uomo che parla di “acqua viva” e che può donare un refrigerio non materiale. Addirittura, un uomo che può far scaturire il chi lo incontra una sorgente d’acqua viva che zampilla per la vita eterna.

Possiamo diventare collaboratori della Salvezza che Gesù porta nel mondo. Non siamo schiacciati dal nostro peccato, possiamo elevarci dalla nostra condizione di debolezza e riscoprire il senso profondo della nostra vita: essere partecipi del progetto d’amore del Padre. La donna samaritana ascolta,non comprende del tutto, ma intuisce di essere di fronte al Messia. E va ad annunciarlo ai suoi concittadini, invitandoli ad andare da Gesù.

Si può essere missionari anche se non si è perfetti. Nessuno è escluso dall’annuncio del Regno. Ognuno di noi ha il dovere di parlare di Gesù, di testimoniare l’incontro che ci ha cambiato la vita.

don Roberto