3 marzo 2025
Come l’Avvento, anche la Quaresima è un tempo di attesa. Là si aspettava la nascita di un bambino, qui si aspetta la morte di un uomo. E la sua risurrezione. Quest’uomo, che fu bambino, è Dio stesso. Il Signore non è rimasto lontano, nel Suo cielo, e non si è nemmeno limitato a chinarsi su di noi, in un atteggiamento di condiscendente benevolenza.
Dio si è fatto come noi, ha preso una carne e ne ha assaporato i pregi e i limiti. Ha provato la bellezza dell’amicizia e la desolazione dell’abbandono, l’accoglienza e il rifiuto. Si è ricoperto di sangue e di dolore ed è rinato a vita nuova. E con Lui noi ci prepariamo a risorgere.
La Quaresima è il tempo del distacco, è allenamento a vivere solo di Dio, a coltivare un rapporto autentico con tutto quello che ci circonda. Proviamo, in Quaresima, a concentrare lo sguardo su Gesù, a contemplare i Suoi insegnamenti e a metterli in pratica.
Siamo invitati a considerare le cose veramente importanti, quelle essenziali, e a lasciar perdere le altre. Vale la pena costruire e coltivare rancori? Vale la pena dannarsi la vita per primeggiare, per essere invidiati? Vale la pena correre tutto il giorno senza sapere bene il perché? Tempo di grazia,la Quaresima. Tempo nel quale abbiamo la possibilità di rientrare in noi stessi e di renderci conto che tante cose, per le quali consumiamo il nostro tempo e le nostre energie, sono inutili e, qualche volta, anche dannose.
Convertiamoci,allora. Il Signore ci dona un’altra Quaresima.
don Roberto