23 febbraio 2026
Luca 7,1-10
Un benemerito, anche se ufficiale dell’esercito di occupazione. Un pagano che ha costruito la sinagoga agli ebrei di Cafarnao. Per questo egli merita che Gesù gli faccia il favore di guarirgli il servo gravemente ammalato, come asseriscono, con tono vagamente ricattatorio, coloro che il centurione stesso ha inviato a Gesù. Siamo lontani dalla visione dell’amore gratuito di Dio. Dio elargisce benefici in base ai meriti.
Gli “anziani dei Giudei” che vanno da Gesù sono rimasti al Dio giusto. Certo, sono più aperti di tanti loro contemporanei: il centurione è un pagano e, come tale, dovrebbe essere lontano dalla possibilità di ricevere un beneficio dal Dio degli Ebrei. Ma si sa, perché l’hanno detto i profeti, che Egli è misericordioso. E la misericordia è di casa, nel cuore di Gesù, che si avvia verso la casa del centurione. E qui accade il colpo di scena. Il centurione dimostra di avere una fede grandissima, che va ben al di là di quella di Israele. Il centurione si fida di Gesù e della Sua potenza. Si ritiene indegno del fatto che Gesù entri in casa sua, non vuole mettere in difficoltà un rabbi facendogli fate un’azione impura come quella di entrare in casa di un pagano.
Delicatezza verso Gesù e profondo rispetto delle regole religiose di un popolo per lui straniero: questo centurione è decisamente un militare molto speciale. La forza della sua fede è ammirevole e Gesù non manca di sottolinearlo. Non si ottengono i miracoli perché si è costruita la sinagoga, ma perché si ha fede. La fiducia totale in Gesù produce il miracolo. Un invito anche per noi ad approfondire continuamente la fede, alimentandosi con i Sacramenti e con la preghiera, costruendo un rapporto sempre più intenso e confidenziale con il Signore.
don Roberto
