16 febbraio 2026
Luca 5,17-26
La cosa peggiore per l’uomo non è la povertà. E nemmeno la malattia. La cosa peggiore per l’uomo è il peccato. È Gesù non è venuto nel mondo per combattere principalmente la povertà e la malattia. È venuto nel mondo per combattere innanzitutto il peccato. Quando ci dimentichiamo di questo e ci concentriamo esclusivamente sul benessere e sulla salute come elementi essenziali della felicità umana proviamo a rileggere l’episodio riportato nel Vangelo di Luca (e anche in Matteo e Marco). Un gruppo di uomini, pieni entusiasmo e di buona volontà, ma ostacolati dalla folla che sta ascoltando gli insegnamenti di Gesù, scoperchiano il tetto di una casa, pur di fare arrivare davanti a Gesù un paralitico, steso sull’uso lettuccio.
Immaginiamo la delusione di costoro quando, dopo tanti sforzi (e chissà con quale gioia del padrone di casa, probabilmente Pietro), sentono dire da Gesù al paralitico:” Ti sono perdonati i peccati”. In realtà sono presenti, tra la folla, anche alcuni scribi ,i quali capiscono subito la portata dell’affermazione di Gesù e mormorando tra di loro: “Costui bestemmia. Dio solo può perdonare i peccati”.
Il vero problema per l’uomo disteso sul lettuccio è il peccato. Come per noi. Il Signore sacrifica se stesso sulla croce non per renderci più ricchi e più sani, ma per liberarci dal peccato e dalla morte. Il Cristo risorto ci invita a vivere come creature nuove che, grazie a Lui, vincono la morte è il peccato. Siamo in una dimensione di fede e difficile da capire per chi è abituato a misurare le cose con il criterio della materialità.
E allora Gesù fa anche il miracolo della guarigione materiale del paralitico perché, si sa, un miracolo visibile ha tutto un altro peso rispetto a un miracolo invisibile. Chissà se ci pensiamo ogni volta che ci confessiamo: usciamo dal confessionale pienamente risanati, guariti dalla malattia peggiore. È, ogni volta,un miracolo!
don Roberto
